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falcomata_giuseppedi GIANFRANCO CORDI’

REGGIO CALABRIA – L’avvocato Giuseppe Falcomatà è il sindaco di Reggio Calabria. Molte persone addebitano, come fosse un titolo di demerito, a questo giovane sindaco appunto la sua giovane età. Molte altre persone addebitano a questo sindaco, come fosse un titolo di grande demerito, di essere figlio di Italo Falcomatà (sindaco della città dal 1993 al 2001 e del quale, al confronto, il giovane sindaco attuale non potrebbe rappresentare una controparte credibile). Molte altre persone addebitano a questo giovane sindaco (Giuseppe Falcomatà ha 33 anni compiuti il 18 settembre) il problema di «non stare facendo niente» oppure di «tanto non si vede niente di nuovo». Insomma a Giuseppe Falcomatà molti, tra i reggini, hanno qualcosa da recriminare; molti hanno rimostranze da fare; molti polemicano; molti semplicemente non capiscono l’operato di questo sindaco. Ma lungo la direttrice di così tanti difetti sarebbe bello, solo per un attimo, guardare anche ai pregi di Giuseppe Falcomatà.

Intanto la giovane età è un pregio: lo stesso nostro Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha 41 anni ovvero 8 in più del nostro sindaco). Intanto la giovane età non è un problema perché lo stesso Matteo Renzi si è proposto, nell’andare al governo, di «rottamare» un’intera classe dirigente che era in la con gli anni.

Intanto la giovane età non è un problema perché, come diceva Machiavelli, «Conchiudo adunque, che, variando la fortuna, e gli uomini stando nei loro modi ostinati, sono felici mentre concordano insieme, e come discordano sono infelici. Io giudico ben questo, che sia meglio essere impetuoso, che rispettivo, perchè la Fortuna è donna; ed è necessario, volendola tener sotto, batterla, ed urtarla; e si vede che la si lascia più vincere da questi che da quelli che freddamente procedono.

E però sempre, come donna, è amica de’ giovani, perchè sono meno rispettivi, più feroci, e con più audacia la comandano». In quanto «meno rispettivo», «più feroce» e pregno di «audacia» Giuseppe Falcomatà non ha proprio nulla da rimproverarsi rispetto a tutti quanti i sindaci del passato meno giovani e più esperti delle cose mondane ma sicuramente
più tranquilli, meno esagitati; più rilassati rispetto alle cose del mondo ed al solito tran tran della vita quotidiana. La «casalinga di Voghera», di cui parlava Umberto Eco ma che è stata resa famosa da Alberto Arbasino, non avrebbe avuto proprio nulla da ridire a tutti quanti questi maturi (e matusa) sindaci del passato. Secondariamente Giuseppe Falcomatà è figlio di Italo Falcomatà ma non è propriamente Italo Falcomatà. Anche Alessandro Gassman è figlio di Vittorio Gassman ma questo non ne fa un cattivo attore. Tutt’altro. In terza battuta ci sono tutte le cose fatte e non fatte da questo sindaco. La riapertura del Castello Aragonese è una delle cose fatte.

Il Duomo finalmente accessibile dalla sua piazza. La riapertura del Museo Archeologico della Magna Grecia. Il Lungomare di Gallico completamente rifatto… Insomma: chi ha ragione? I detrattori del sindaco o chi ne canta le lodi? Nell’ «Etica Nicomachea» Aristotele scrive: «La virtú è dunque una disposizione che orienta la scelta deliberata, consistente in una via di mezzo rispetto a noi, determinata dalla regola, vale a dire nel modo in cui la determinerebbe l’uomo saggio. È una medietà tra due vizi, uno per eccesso e l’altro per difetto. E lo è, inoltre, per il fatto che alcuni vizi difettano, altri eccedono ciò che si deve sia nel campo delle passioni che delle azioni, mentre la virtú e ricerca e sceglie deliberatamente il medio». La virtù e quindi la verità si trovano sempre sulla linea mediana delle cose. Ma quale è tale linea mediana nel caso di Giuseppe Falcomatà? Semplicemente occorre fare riferimento, per capire quello che si sta dicendo a questo punto, al principio che da una parte vi è la biografia di questo sindaco (giovane, figlio di Italo Falcomatà, inesperto, ecc. ) e dall’altra l’operato di questo sindaco (la raccolta differenziata, Piazza Duomo ecc.). Bisogna indagare la biografia  solo se si è a caccia di scoops o di gossip. Bisogna indagare l’operato di questo sindaco solo se si è a caccia di una certezza: un sindaco lo si giudica dalle cose che fa. Chi si orienta verso la biografia perde di vista l’operato; chi si orienta verso l’operato perder di vista la biografia. In definitiva: come viene giudicato un sindaco? Perché è giovane o perché ha restituito alla sua città la fruizione del Museo Archeologico della Magna Grecia?

Ordunque ognuno di noi è libero di giudicare come vuole. Fatto sta che Giuseppe Falcomatà è il sindaco di questa nostra città e tutte le sue decisioni investono noi tutti. Dunque giudichiamolo si … ma per le sue decisioni non per come porta i capelli.



POLITICA. “Il sindaco va giudicat per l’azione di governo e non per il taglio di capelli” ultima modifica: 2016-10-11T03:25:58+00:00 da Redazione Yeslive
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