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di GIUSEPPE MAZZETTI – Dopo circa quattro anni ed il non vano sacrificio della quattordicenne Carolina, che, nella sua lettera d’addio lasciata ai familiari prima di lanciarsi nel vuoto, aveva scritto che “le parole fanno più male delle botte”, è stata finalmente varata la legge sul “cyberbullismo”.

Infatti, lo scorso 17 maggio la camera dei Deputati ha definitivamente approvato il testo di legge, dopo le modifiche apportate dal Senato il 31 gennaio 2017, stabilendo al suo art. 1, comma 2, che per «cyberbullismo» si intende qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonché la diffusione di contenuti on line aventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo”.

Un grande passo in avanti, dunque, sollecitato anche dalla Comunità europea, che chiedeva all’Italia, con una certa sollecitudine, di intervenire per disciplinare questo delicato settore.

Una legge che si prefigge di proporre un’attività prettamente preventiva, piuttosto che repressiva, attraverso l’attuazione di mirati interventi, senza distinzioni di età, nell’ambito della istituzioni scolastiche.

Tra le novità introdotte segnaliamo la legittimazione del minore, che abbia compiuto il quattordicesimo anno di età, ad intraprendere iniziative mirate ad ottenere dai gestori dei vari siti internet o dei social media, l’oscuramento, la rimozione o il blocco di qualsiasi dato che lo riguardi diffuso attraverso il web, entro le complessive 48 ore (24 ore per l’accettazione della domanda e 24 per il successivo adempimento), ovvero – qualora non fosse possibile individuare il gestore del sito internet o il titolare del trattamento dei dati personali, sollecitare – entro non oltre le 48 ore successive – l’intervento del Garante della Privacy.

Saranno, inoltre, indetti tavoli tecnici per la prevenzione ed il contrasto del cyberbullismo presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri per la creazione di un codice di coregolamentazione al quale dovranno attenersi gli operatori che forniscono servizi di social networking e gli altri operatori di rete. In collaborazione con il Ministero della Istruzione si organizzeranno campagne informative di prevenzione e sensibilizzazione sul fenomeno del cyberbullismo, avvalendosi dei principali media, nonché di organi di comunicazioni di stampa e di soggetti privati.

Nell’ambito scolastico, invece, saranno adottate linee di orientamento per la prevenzione ed il contrasto del cyberbullismo, anche avvalendosi del contributo della Polizia Postale e delle comunicazioni, per formare il personale ed individuare, tra i docenti, un referente con precipuo compito di coordinare tutte le iniziative del caso per contrastare il fenomeno.

Le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado promuoveranno l’educazione all’uso consapevole della rete internet e ai diritti e doveri connessi all’utilizzo delle tecnologie informatiche, anche mediante apposite realizzazioni di attività progettuali.

Un ruolo delicato e particolare sarà ricoperto dal Dirigente scolastico al quale sarà assegnato il compito – salvo che i fatti non costituiscano reato e che siano stati denunciati nelle opportune sedi – di informare i soggetti esercenti la responsabilità genitoriale, ovvero eventuali tutori dei soggetti coinvolti per attivare azioni di carattere educativo.

La Polizia Postale e delle comunicazioni, dal canto suo, relazionerà annualmente presso il tavolo tecnico istituito dalla Presidenza del Consiglio, sugli esiti delle misure di contrasto al fenomeno del cyberbullismo.

Un’ulteriore novità, non meno importante rispetto alle altre introdotte dalla normativa, sarà la procedura di “ammonimento”, mutuata dalle disposizioni in tema di stalking.

Sarà, infatti, il Questore, su istanza di parte, a convocare il minore, unitamente ad almeno un genitore o altra persona esercente la responsabilità genitoriale, per l’ammonizione orale del minore ed il conseguente invito al ravvedimento. Gli effetti di tale provvedimento cesseranno al compimento della maggiore età.

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LEGAL WEB. Finalmente varata la legge sul cyberbullismo ultima modifica: 2017-05-18T17:59:11+00:00 da Redazione Yeslive
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