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piazza_garibaldi

di GIANFRANCO CORDI’

REGGIO CALABRIA. Gli antichi resti di una città. Di una città rimasta sepolta per 1900 anni. Gli antichi resti di una città che ha costituito, nel corso dei secoli passati, l’ossatura della storia di quella che oggi è Reggio Calabria. Alcuni metri più a nord di Piazza Garibaldi sorgono le antica Mura Greche che, come dice lo stesso nome, testimoniano il passato ellenico di Reggio.

Adesso sono stati scoperti, appunto in Piazza Garibaldi a pochi metri dalla stazione ferroviaria, alcuni importantissimi reperti archeologici di epoca romana. Testimoni muti, essi stessi, di un passato più recente rispetto a quello greco ma non meno illustre e importante.

Testimoni anche delle diverse ere geologiche che si sono avvicendate all’interno del territorio e del terreno su cui sorge Reggio Calabria.

Testimoni, infine, di una dominazione,quella romana, che vide l’antica Reghion alleata e socia navalis della stessa capitale Roma. Nella stessa epoca romana, nella quale ricadono cronologicamente e archeologicamente i reperti rinvenuti in Piazza Garibaldi, Reghion fu anche la sede del Governatore. Bisogna ricordare che l’antica Reghion fu la colonia greca di origine più remota, dopo Cuma in Campania.

Il sito su cui sorse Reghion era già abitato dagli Ausoni e dagli Enotri. Reghin venne fondata intorno al 730 aC. Ovvero nella metà dell’VIII secolo dai calcidesi e dai messeni.

A diversi metri dalla superficie, i tecnici hanno trovato il podio di un edificio romano che potrebbe essere stato un monumento funerario o un tempio. Si è predisposta dunque la progettazione di un ambizioso piano di musealizzazione, valorizzazione e fruizione in situ di quanto emerso.

Quella che è venuta fuori dagli scavi, è una massiccia costruzione che affiora a 2,30 metri dall’attuale piano stradale e che si sviluppa in altezza per poco meno di 2 metri».

Si trattta del podio di un edificio di età romana: risalente probabilmente al I° secolo dC. Il podio è un basamento rialzato. Su di esso posano i templi sia etrusco-italici che romani. Originariamente il podio (alto persino in alcuni casi fino a quattro metri) aveva la funzione di isolare la zona sacra rendendola al tempo stesso imponente. Per accedere alla cella del tempio si usavano scalinate, che potevano essere frontali o laterali; a volte si era anche costretti a soluzioni di ripiego per lo spazio insufficiente. Nei templi romani, dove i gradini si trovano solitamente solo sul lato anteriore, i lati dei podi potevano essere decorati da mondanature e concludersi in un plinto.

 

 

 



ARCHEOLOGIA. Il podio di età romana rinvenuto a piazza Garibaldi ultima modifica: 2016-10-22T21:10:27+00:00 da Redazione Yeslive
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